A qualsiasi merce oggetto di esportazione da o importazione in Unione Europea è attribuito un codice numerico. Il metodo di classificazione a livello internazionale identifica i cosiddetti codici HS (Harmonized Commodity Description and Coding System, abbreviato Harmonized System; in italiano Sistema Armonizzato) utilizzati per facilitare il commercio internazionale e impiegati per vari scopi. 



I codici HS: come si struttura il Sistema Armonizzato?
Vantaggi e insidie dei codici HS: errori di classificazione
Sistema Armonizzato: Come attribuire il Codice Doganale delle merci
Conclusione sugli HS Code

Tra gli scopi dei codici HS possiamo individuare:

  • la determinazione delle tariffe doganali: ovvero i trattamenti tributari attribuibile a ciascuna tipologia merceologica;
  • la raccolta di informazioni utili all’estrapolazione di statistiche sui traffici del commercio internazionale;
  • la definizione di criteri per l’attribuzione dell’origine;
  • la stipula di accordi commerciali atti a incentivare il commercio di talune merci;
  • la delineazione di politiche regolanti i flussi economici;
  • l’implementazione di procedure di sorveglianza dei mercati;
  • l’introduzione di misure di contrasto nei confronti di attività fraudolente e illecite;
  • la celere individuazione delle merci scambiate tra i paesi con conseguente
  • diminuzione delle tempistiche di sdoganamento delle merci.

Ultimo, ma non per questo meno importante, il Sistema Armonizzato riveste un ruolo primario, insieme all’Accordo sulle misure tecniche del Commercio (note con l’acronimo TBT – Technical Barriers to Trade), nel consentire alle autorità di vigilanza di proteggere la salute pubblica e l’ambiente garantendo la puntuale identificazione degli standard di sicurezza e qualità che ruotano attorno alle merci commercializzate a livello internazionale.

I codici HS: brevi cenni storici

Il Sistema Armonizzato nasce grazie all’attività del Comitato per il Sistema Armonizzato (istituito nel 1973) il quale impiegò quasi dieci anni per portare a termine il progetto di un sistema di classificazione doganale delle merci riconosciuto a livello internazionale. 

Ed è infatti nel 1983 che l’Organizzazione Mondiale delle Dogane (WCO – World Customs Organization) ratifica la nuova codifica, organizzata in un elenco metodicamente suddiviso e convenzionale.

Successivamente, nel 1988, entra in forza la Convenzione Internazionale sul Sistema Armonizzato di designazione e di codificazione delle merci, il cui scopo è quello, tra gli altri, di garantire che tutti i paesi sottoscriventi la convenzione adeguino la nomenclatura tariffaria interna a quella convenuta nella Convenzione stessa

Nell’ambito di questa corrente di ammodernamento, l’Unione Europea fu pioniera nel recepimento di tale nuovo sistema, seguita, subito dopo, da Stati Uniti, Canada e Giappone. 

Nel 1992 la Convenzione vantava l’adesione di 66 stati per poi aumentare ai 144 dei giorni nostri

Giova rilevare infine che si contano 63 paesi non sottoscrittori delle Convenzione che tuttavia utilizzano abitualmente il Sistema Armonizzato doganale quale metodo di codifica merceologica.

I codici HS: come si struttura il Sistema Armonizzato?

Ebbene, può essere d’aiuto immaginare il Sistema Armonizzato come un albero composto da quattro livelli gerarchici

Il tronco, il primo livello, raggruppa al suo interno 21 Sezioni contrassegnate da numeri romani: spaziano dalle merci che appartengono al regno animale (e che pertanto vedono il minimo intervento dell’uomo nel processo di produzione), per passare poi dai prodotti soggetti ad una discreta lavorazione da parte dell’attività economica umana e terminare con i prodotti che esprimono massimamente le opere dell’ingegno e dell’industria:

Elenco delle 21 sezioni del Sistema Armonizzato

Sezione I – ANIMALI VIVI E PRODOTTI DEL REGNO ANIMALE
Sezione II – PRODOTTI DEL REGNO VEGETALE
Sezione III – GRASSI E OLI ANIMALI O VEGETALI; PRODOTTI DELLA LORO SCISSIONE; GRASSI ALIMENTARI LAVORATI; CERE DI ORIGINE ANIMALE O VEGETALE
Sezione IV – PRODOTTI DELLE INDUSTRIE ALIMENTARI; BEVANDE, LIQUIDI ALCOLICI E ACETI; TABACCHI E SUCCEDANEI DEL TABACCO LAVORATI
Sezione V – PRODOTTI MINERALI
Sezione VI – PRODOTTI DELLE INDUSTRIE CHIMICHE O DELLE INDUSTRIE CONNESSE
Sezione VII – MATERIE PLASTICHE E LAVORI DI TALI MATERIE; GOMMA E LAVORI DI GOMMA
Sezione VIII – PELLI, CUOIO, PELLI DA PELLICCERIA E LAVORI DI QUESTE MATERIE; OGGETTI DI SELLERIA E FINIMENTI; OGGETTI DA VIAGGIO, BORSE, BORSETTE E CONTENITORI SIMILI; LAVORI DI BUDELLA
Sezione IX – LEGNO, CARBONE DI LEGNA E LAVORI DI LEGNO; SUGHERO E LAVORI DI SUGHERO; LAVORI DI INTRECCIO, DA PANIERAIO O DA STUOIAIO
Sezione X – PASTE DI LEGNO O DI ALTRE MATERIE FIBROSE CELLULOSICHE; CARTA E CARTONE DA RICICLARE (AVANZI E RIFIUTI); CARTA E SUE APPLICAZIONI
Sezione XI – MATERIE TESSILI E LORO MANUFATTI
Sezione XII – CALZATURE, CAPPELLI, COPRICAPO ED ALTRE ACCONCIATURE; OMBRELLI (DA PIOGGIA O DA SOLE), BASTONI, FRUSTE, FRUSTINI E LORO PARTI; PIUME PREPARATE E OGGETTI DI PIUME; FIORI ARTIFICIALI; LAVORI DI CAPELLI
Sezione XIII – LAVORI DI PIETRE, GESSO, CEMENTO, AMIANTO, MICA O MATERIE SIMILI; PRODOTTI CERAMICI; VETRO E LAVORI DI VETRO
Sezione XIV – PERLE FINI O COLTIVATE, PIETRE PREZIOSE (GEMME), PIETRE SEMIPREZIOSE (FINI) O SIMILI, METALLI PREZIOSI, METALLI PLACCATI O RICOPERTI DI METALLI PREZIOSI E LAVORI DI QUESTE MATERIE; MINUTERIE DI FANTASIA; MONETE
Sezione XV – METALLI COMUNI E LORO LAVORI
Sezione XVI – MACCHINE ED APPARECCHI, MATERIALE ELETTRICO E LORO PARTI; APPARECCHI DI REGISTRAZIONE O DI RIPRODUZIONE DEL SUONO, APPARECCHI DI REGISTRAZIONE O DI RIPRODUZIONE DELLE IMMAGINI E DEL SUONO IN TELEVISIONE, E PARTI ED ACCESSORI DI QUESTI APPARECCHI
Sezione XVII – MATERIALE DA TRASPORTO
Sezione XVIII – STRUMENTI ED APPARECCHI DI OTTICA, PER FOTOGRAFIA E PER CINEMATOGRAFIA, DI MISURA, DI CONTROLLO O DI PRECISIONE; STRUMENTI ED APPARECCHI MEDICO-CHIRURGICI; OROLOGERIA; STRUMENTI MUSICALI; PARTI ED ACCESSORI DI QUESTI STRUMENTI O APPARECCHI
Sezione XIX – ARMI, MUNIZIONI E LORO PARTI ED ACCESSORI
Sezione XX – MERCI E PRODOTTI DIVERSI
Sezione XXI – OGGETTI D’ARTE, DA COLLEZIONE O DI ANTICHITA’

Tutti i livelli dei HS Code

Dal tronco si dipartono poi 99 rami portanti, i Capitoli (il secondo livello), che a loro volta gemmano sempre più capillarmente in 1262 rubriche (terzo livello) e 5404 sottorubriche (quarto livello).

Si tratta di un processo di specificazione via via sempre più minuzioso mirato a individuare e cristallizzare le peculiarità delle merci che popolano le 21 sezioni. Sezioni a parte, ogni livello è rappresentato numericamente da una coppia di cifre, per arrivare infine ad un totale di 6 cifre: i cosiddetti codici HS.

L’albero classificatorio risulta pertanto, schematicamente, così composto:

XXI SEZIONI
Capitolo
Rubriche
Sottorubriche

Esempio di classificazione all’interno del Sistema Armonizzato

A fini esplicativi, si riporta di seguito un esempio di classificazione:

Sezione II prodotti del Regno vegetale

  • capitolo 10 Cereali
    • rubrica: 1001 Frumento (grano) e frumento segalato
      • sottorubrica 100191: destinato alla semina

Ad ogni paese è poi lasciata la facoltà di decidere per ulteriori ripartizioni del codice armonizzato sino ad un massimo di 10 cifre. Lo scopo è quello di dettagliare in maniera ancor più puntuale la natura dei prodotti. Pertanto, dal settimo numero al decimo, il codice doganale, pur identificando la stessa merce, sarà composto da una successione numerica diversa per ogni stato di riferimento.

In particolare, si dirà qui brevemente che dal numero 7 al numero 8 sarà possibile ottenere la cosiddetta Nomenclatura Combinata e che, proseguendo, dal nono numero al decimo si delineerà la TARIC (Tariffa Integrata Comunitaria).

Al fine di consentire una costante corrispondenza tra codifica doganale e avanzamento produttivo 

Vantaggi e insidie dei codici HS: attenzione agli errori di classificazione

Uno dei principali vantaggi del Sistema Armonizzato è che riduce i costi per le imprese coinvolte nel commercio internazionale aumentandone la competitività

Il Sistema Armonizzato, infatti, stabilisce standard comuni promuovendo la coerenza normativa tra i diversi paesi che possono così competere sullo stesso terreno di gioco. Il Sistema Armonizzato tende, in buona sostanza, a ridurre le barriere commerciali e a dare slancio al commercio libero e alla concorrenza leale a livello internazionale.

Esistono tuttavia delle criticità connesse all’utilizzo del Sistema Armonizzato. La non familiarità con tale sistema di classificazione può comportare che le imprese si trovino a dover gestire ritardi nell’elaborazione delle spedizioni con il possibile sopraggiungere di costi non preventivati. 

Infatti, in un mondo sempre più avanzato e complesso, la classificazione delle merci tramite la codifica del Sistema Armonizzato può non risultare sempre immediata e intuitiva, con prodotti che possono dare adito ad interpretazioni classificatorie differenti a seconda di caratteristiche esogene quali origine, provenienza, destinazione d’uso, ecc. 

Questa nebulosità certo non giova agli operatori economici che potrebbero dover fronteggiare l’insorgere di contestazioni da parte delle amministrazioni pubbliche, nazionali ed estere, che possono a loro volta dare luogo a sanzioni amministrative e/o penali sin dal momento della presentazione della dichiarazione doganale fino allo scadere dei termini previsti per l’accertamento a posteriori.

Sistema Armonizzato: Come attribuire correttamente il Codice Doganale delle merci

Come già precedentemente evidenziato una errata classificazione doganale è in grado di portare a diverse implicazioni che possono andare dall’errato calcolo dei diritti doganali dovuti, e conseguente sanzione a livello amministrativo, fino a situazioni più gravi che potrebbero arrivare al sequestro della merce.

In casi più estremi l’errata attribuzione della voce doganale, dovuta ad una interpretazione maldestra della tariffa, può avere ripercussioni di rilevanza penale.

La convenzione Internazionale sul Sistema Armonizzato definisce delle regole generali di interpretazione che aiutano a districarsi nel dedalo delle sezioni, dei capitoli, delle voci e sotto voci che vanno a comporre il complesso codice doganale.

Il processo di classificazione inizia dalla consultazione della tariffa, già il testo che descrive le voci e le sotto voci può aiutare ad orientarsi, come pure le note in premessa alle sezioni e ai capitoli. Le regole stabiliscono poi come determinare la voce di oggetti incompleti o smontati ovvero ancora mescolati.

Nel caso una merce abbia una classificazione dubbia è previsto il ricorso il Sistema delle Informazioni Tariffari Vincolanti disciplinato dai seguenti regolamenti:

  • Reg. UE n.952/2013
  • Reg. delegato UE n.2446/2015
  • Reg. delegato transitorio UE n.341/2016
  • Reg. di esecuzione UE n.2447/2015

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Conclusioni sui Codici HS 

Destreggiarsi nella lettura del Sistema Armonizzato e individuare i corretti codici HS non è una attività di poco conto; dominare questa materia è un tassello fondamentale nella costruzione del vantaggio competitivo d’impresa e nell’ampliamento della propria rete commerciale con l’estero. Mancare l’obiettivo della corretta classificazione doganale può avere infatti ripercussioni non desiderate sul business e sui rapporti con clienti e fornitori. 

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