{"id":1706,"date":"2023-11-24T12:51:51","date_gmt":"2023-11-24T11:51:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/it\/?p=1706"},"modified":"2023-11-24T12:58:19","modified_gmt":"2023-11-24T11:58:19","slug":"barriere-non-tariffarie-un-ospite-scomodo-al-commercio-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/it\/barriere-non-tariffarie-un-ospite-scomodo-al-commercio-internazionale\/","title":{"rendered":"Le barriere non tariffarie: un ospite scomodo al commercio internazionale"},"content":{"rendered":"<p>Fra le numerose barriere occulte al commercio internazionale figurano, curiosamente, quelle relative agli \u201coneri non tariffari\u201d, conosciute anche come \u201cbarriere non tariffarie e non fiscali\u201d. Nello specifico, si tratta di ostacoli dall\u2019effetto equivalente al dazio che vengono adottati unilateralmente come strumento introdotto a protezione del mercato interno del paese che ne predispone l\u2019assolvimento.<\/p>\n<img width=\"800\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/neo\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Le-barriere-non-tariffarie-un-ospite-scomodo-al-commercio-internazionale.jpg\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/neo\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Le-barriere-non-tariffarie-un-ospite-scomodo-al-commercio-internazionale.jpg 800w, https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/neo\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Le-barriere-non-tariffarie-un-ospite-scomodo-al-commercio-internazionale-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/neo\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Le-barriere-non-tariffarie-un-ospite-scomodo-al-commercio-internazionale-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/neo\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Le-barriere-non-tariffarie-un-ospite-scomodo-al-commercio-internazionale-600x375.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br><br>\n<style>\n        .post-legend {\n            background: #FAFBFF;\n            margin-top: 20px;\n            margin-bottom: 20px;\n            width: 100%;\n            border: none;\n            border-radius: 20px;\n            padding: 40px;\n        }\n        .post-legend > a {\n            text-decoration: none;\n            text-shadow: none;\n            font-weight: 800;\n            line-height: 2em;\n            color: #363ad4;\n            position: relative;\n        }\n        .post-legend > a:hover {\n            color: #2c30af;\n            text-decoration: underline;\n        }\n        .post-legend > a:after {\n            content: url(https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/neo\/wp-content\/themes\/neo_adv\/img\/arrow-right.svg);\n            padding-left: 18px;\n        }\n    <\/style>\n    <div class=\"post-legend\">\n<strong><a href=\"#armonizzazione-delle-norme-doganali-a-livello-internazionale\">Il contesto: l\u2019armonizzazione delle norme doganali a livello internazionale<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"#le-barriere-tariffarie-e-non-tariffarie\">Gli ostacoli al commercio: le barriere tariffarie e non tariffarie<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"#obbligatorieta-delle-norme-WTO-per-uno-scambio-equo-e-senza-barriere\">L\u2019obbligatoriet\u00e0 delle norme WTO per uno scambio equo e senza barriere<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"#distillati-giapponesi-contro-liquori-occidentali\">Distillati giapponesi contro liquori occidentali: le barriere tariffarie nipponiche contro USA e Canada<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"#la-disputa-commerciale-fra-Filippine-e-Tailandia\">La disputa commerciale fra Filippine e Tailandia: barriere non tariffarie contro l\u2019import di sigarette estere<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"#conclusione\">Conclusione<\/a><br \/>\n<\/strong><\/div>\n<h2><a id=\"armonizzazione-delle-norme-doganali-a-livello-internazionale\"><\/a>Il contesto: l\u2019armonizzazione delle norme doganali a livello internazionale<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Con la fine del secondo conflitto mondiale e l\u2019inaugurazione della conferenza di Bretton Woods nel luglio del 1944, il mondo conobbe un assaggio del processo di apertura dei mercati globali che and\u00f2 man mano a delinearsi e prendere forma per tutto il resto del XX\u00b0 secolo. Il principio di non discriminazione fra stati, l\u2019abbattimento delle restrizioni commerciali e la riduzione (se non l\u2019abolizione totale) dei dazi doganali fra le nazioni, sono sempre stati il perno centrale attorno al quale ruotavano, e ruotano tutt\u2019ora, gli sforzi della World trade Organization, l\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio. Con il tempo, il WTO ha dato vita ad un nuovo corpus normativo, un vero e proprio insieme di leggi e regolamenti relativi al diritto doganale internazionale al quale tutti gli stati membri sono tenuti a rifarsi scrupolosamente. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Per spiegarla con altre parole, la sovranit\u00e0 dispotica in materia di politica commerciale e doganale fra gli stati membri \u00e8 stata via via limitata dall\u2019obbligatoriet\u00e0 di una tariffa doganale concordata: se prima le nazioni avevano facolt\u00e0 di modificare i dazi doganali a proprio piacimento, differenziandoli in base al paese di provenienza della merce, ora gli stessi membri del WTO sono tenuti a rispettare la parit\u00e0 di trattamento negli scambi commerciali, applicando la regola della \u201cnazione pi\u00f9 favorita\u201d e del cosiddetto trattamento nazionale<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Facendo un esempio pratico, se in passato la Cina aveva fissato un dazio del 12% sulle importazioni di carne di maiale statunitense, con l\u2019introduzione del principio della parit\u00e0 di trattamento \u00e8 stata costretta ad abbassarlo all\u20198%, come da aliquota per le carni russe.\u00a0 <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Discorso diverso, ma simile, per la regola del trattamento nazionale. Tale disposizione prevede che, una volta assolti i dazi doganali, il prodotto importato debba essere considerato alla stregua dei prodotti nazionali interni, non solo in riferimento alle imposte nazionali (IVA), ma anche per ogni altro onere di sorta. In altri termini, i beni stranieri importati in un paese membro del WTO non possono essere oggetto di imposizioni fiscali smodate rispetto a quelle previste per le merci nazionali simili.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Potrebbe apparire paradossale, ma nell\u2019era della globalizzazione dei mercati e della comunicazione digitale, dove ogni connessione internazionale a qualsiasi livello \u00e8 resa pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 immediata, diversi stati rispondono ancora con una sorta di \u201ccontrotendenza protezionistica\u201d, sbarrando lei porte del proprio mercato a prodotti e servizi stranieri. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Ci\u00f2 avviene tendenzialmente a tutela della produzione nazionale interna e per il miglioramento della bilancia dei pagamenti, decisione questa che nasce da un diverso indirizzo di politica economica dei paesi che l&#8217;adottano: basti pensare alla Cina di Xi Jinping negli ultimi anni o al protezionismo americano dopo l\u2019insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, nel 2017. <\/span><\/p>\n<h2><a id=\"le-barriere-tariffarie-e-non-tariffarie\"><\/a>Gli ostacoli al commercio: le barriere tariffarie e non tariffarie<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I piani protezionistici delle nazioni in controtendenza risultano possibili proprio grazie all\u2019introduzione delle barriere commerciali, grossomodo divise in due macrocategorie:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Le barriere tariffarie<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Le barriere non tariffarie<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le <\/span><b>barriere tariffarie<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> sono tutti quegli oneri di carattere fiscale che gravano sulle spalle dell\u2019operatore economico interessato all\u2019immissione di un determinato prodotto o servizio all\u2019interno del paese che ne richiede l\u2019assoluzione. Si tratta, generalmente, di tasse con effetto equivalente a un semplice dazio, ma adottate unilateralmente, quasi sempre in maniera occulta, per creare un ostacolo economico allo scambio internazionale<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Esse comprendono tributi di varia natura come l\u2019IVA; le accise ed altre tipologie di tasse.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le <\/span><b>barriere non tariffarie<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> sono, invece, di pi\u00f9 difficile individuazione, ma costituiscono anch\u2019esse un carico fiscale (indiretto) per l\u2019operatore economico. Pi\u00f9 in generale, potremmo dire che tale fattispecie di barriere si riferiscono a tutti quegli adempimenti richiesti al momento dell\u2019importazione di un bene o servizio, differenziati a seconda che si tratti di restrizioni quantitative<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> o norme tecniche e standard di prodotto. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Tra di esse troviamo il contingentamento all\u2019importazione di determinati prodotti esteri; le licenze all\u2019importazione; varie misure sanitarie e fitosanitarie a tutela della salute e dell\u2019ambiente; standard tecnici di produzione ed altre tipologie di barriere. <\/span><\/p>\n<h2><a id=\"obbligatorieta-delle-norme-WTO-per-uno-scambio-equo-e-senza-barriere\"><\/a>L\u2019obbligatoriet\u00e0 delle norme WTO per uno scambio equo e senza barriere<\/h2>\n<p>Sebbene ciascun paese del WTO sia libero di perseguire i propri obiettivi nazionali e non riceva vincoli alcuni sulla scelta della propria politica fiscale interna, le misure messe in atto dai singoli governi non dovrebbero (almeno in linea teorica) far sorgere casi di discriminazione commerciale arbitraria o ingiustificata tra paesi membri, dove sussistano condizioni identiche. Nel caso in cui si proceda con l\u2019adozione di tale politica protezionista, le disposizioni e la prassi messe in atto non devono, quindi, funzionare come pratica \u201ctruffaldina\u201d, tesa alla restrizione dei traffici internazionali e alla limitazione del commercio fra i paesi.<br \/>\nMolto spesso per\u00f2, la linea dura dettata dal WTO rimane lettura morta. Malgrado la disciplina sia pi\u00f9 che esaustiva, numerose sono state le controversie avviate da paesi esportatori per denunciare trattamenti discriminatori ricevuti a danno dei loro prodotti, da parte del paese importatore.<\/p>\n<p>Per evitare che ci\u00f2 accada, nel caso in cui i tentativi di scambi commerciali di un paese vadano ad infrangersi contro il muro protezionistico della nazione ricevente, imbottito di misure a difesa del suo mercato interno, questi avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di \u201cdenunciare\u201d la pratica scorretta all\u2019Organo di soluzione delle controversie (DSB). Se le consultazioni non saranno in grado di risolvere la questione in prima battuta, il DSB avr\u00e0 facolt\u00e0 di costituire un \u201cPanel\u201d, vero e proprio organo arbitrale avente potest\u00e0 decisionale una volta esaminato il fascicolo d\u2019indagine.<\/p>\n<h2><a id=\"distillati-giapponesi-contro-liquori-occidentali\"><\/a>Distillati giapponesi contro liquori occidentali: le barriere tariffarie nipponiche contro USA e Canada<\/h2>\n<p>Fornendo un esempio pratico, il 21 giugno del 1995 fu proprio la Comunit\u00e0 Europea a bussare alle porte del DSB per denunciare ci\u00f2 che riteneva, assieme a Stati Uniti e Canada, una mossa illegittima da parte delle autorit\u00e0 giapponesi.<br \/>\nAccadeva che, una volta importate in territorio nipponico, le bevande alcoliche occidentali venivano \u201cdiscriminate\u201d dal sistema di tassazione giapponese che applicava loro un\u2019imposizione fiscale superiore rispetto ai liquori locali, come lo \u201csh\u014dch\u016b\u201d, \u713c\u914e, delizioso distillato del posto originariamente ottenuto a partire dal grano o dalla canna da zucchero.<br \/>\nLe sentenze del Panel supportavano le denunce occidentali, riconoscendo al Giappone la violazione dell\u2019Art. III:2 del GATT, con la conseguenza che gin, whisky, rum e altri liquori occidentali fossero soggetti ad una tassazione ben pi\u00f9 alta dello sh\u014dch\u016b nipponico, probabilmente al fine di proteggere la produzione del mercato nazionale.<br \/>\nUna specie di ritorno al passato, quando durante il periodo \u201cSakoku\u201d, \u9396\u56fd, il mercato nipponico era volutamente chiuso agli stati esteri ed i prodotti occidentali come gli alcolici erano largamente boicottati.<\/p>\n<p>Il caso appena analizzato ci dimostra come le succitate barriere commerciali non siano appannaggio dei soli paesi in via di sviluppo, ma anche di grandi potenze come quella giapponese. L\u2019imposizione fiscale di natura discriminante sugli alcolici stranieri rientra nella fattispecie delle <strong>barriere tariffarie<\/strong>, poich\u00e9 rappresenta un onere fiscale diretto attribuito all\u2019operatore economico importatore del whisky.<br \/>\nIn altri casi, il tentativo di uno scambio commerciale con un paese \u201cprotezionista\u201d si infrange contro un doppio e spesso muro di cinta, uno sbarramento a protezione del mercato interno costituito da oneri tariffari e barriere non tariffarie: \u00e8 il caso delle sigarette filippine, scoppiato nell\u2019inverno del 2008 e risoltosi pi\u00f9 di 10 anni dopo, nel 2022.<br \/>\nAndiamo ad analizzarlo nel dettaglio.<\/p>\n<h2><a id=\"la-disputa-commerciale-fra-Filippine-e-Tailandia\"><\/a>La disputa commerciale fra Filippine e Tailandia: barriere non tariffarie contro l\u2019import di sigarette estere<\/h2>\n<p>\u00c8 il febbraio del 2008. Tra le strade affollate di turisti nel pieno centro di Bangkok, un commerciante del posto cerca un attimo di pausa dalla sua frenetica attivit\u00e0, accendendosi una sigaretta appena fuori l\u2019uscita del suo locale. Probabilmente non sa che esattamente in quel momento il suo paese \u00e8 stato richiamato al rispetto degli articoli del GATT dalle Filippine, che lamentavano il protrarsi di pratiche scorrette da parte delle autorit\u00e0 tailandesi proprio nei confronti del commercio di sigarette.<\/p>\n<p>Le accuse mosse davanti al Dispute Settlement Body riguardavano le pratiche di valutazione del valore merci giunte alla dogana tailandese, l\u2019imposizione di tasse e accise di vario genere, il regime IVA, il possesso di apposite licenze per la vendita al dettaglio e garanzie all\u2019importazione: tutte misure gravanti sulle sigarette di provenienza filippina.<br \/>\nCi\u00f2 che appariva davanti agli occhi degli esportatori era proprio una doppia cinta di protezione, quel muro invalicabile formato da oneri, <strong>barriere non tariffarie<\/strong> e altre spese aggiuntive, di fronte ai quali gli operatori economici filippini dell\u2019industria del tabacco avrebbero dovuto desistere dalla continuazione dei loro affari.<br \/>\nCos\u00ec per\u00f2 non \u00e8 stato, anzi. Le Filippine lamentarono il fatto che le dogane tailandesi fossero solite determinare la base imponibile per l\u2019IVA sulle sigarette importate in modo tale che la stessa fosse maggiore di quella gravante sulle sigarette nazionali: una disparit\u00e0 di trattamento che andava a ledere l\u2019Articolo III, parte 2 del Gatt 1994. Ulteriore e conseguente violazione risultava dal fatto che le stesse merci filippine fossero soggette a un\u2019imposta sul valore aggiunto superiore a quella applicata ai prodotti tailandesi nazionali simili.<br \/>\nStando a quanto dichiarato dall\u2019accusa, il carico fiscale gravante sulle sigarette estere si tramutava successivamente in ulteriori adempimenti amministrativi per quegli stessi rivenditori, le succitate \u201c<strong>barriere non tariffarie<\/strong>\u201d, lungaggini burocratiche che tagliavano le gambe a chiunque avesse voluto proseguire in questo business.<\/p>\n<p>Sotto questo punto di vista, prima il Panel e poi il DSB confermarono la conclusione secondo cui la Thailandia ag\u00ec in modo non conforme a quanto disposto dal GATT, colpevole del fatto di assoggettare le sigarette importate a un sistema tributario scorretto. La misura tailandese in questione consisteva nell&#8217;esenzione IVA per i rivenditori di sigarette nazionali e nell&#8217;imposizione della stessa ai rivenditori di sigarette importate, nel momento in cui quest\u2019ultime non avessero soddisfano le condizioni prescritte per ottenere i crediti d&#8217;imposta necessari per l\u2019azzeramento dell&#8217;IVA. Il DSB ha concordato con il Panel sul fatto che questa misura incidesse sull&#8217;imposizione fiscale dei prodotti importati e dei prodotti nazionali simili, respingendo la difesa tailandese che classificava gli eventuali oneri che sarebbero derivati da questa mancanza come &#8220;adempimenti amministrativi&#8221;.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Proseguendo nel lavoro di reportistica delle numerose <\/span><b>barriere non tariffarie<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> tailandesi, le Filippine contestarono dinanzi alle autorit\u00e0 preposte anche il sistema del governo thailandese, denunciando che alcuni funzionari governativi facessero contemporaneamente parte del Consiglio di amministrazione della Thailand Tobacco Monopoly (TTM), un grosso produttore nazionale di sigarette di propriet\u00e0 dello Stato. Secondo le Filippine, ci\u00f2 sarebbe entrato in contrasto con gli obblighi previsti dall&#8217;Articolo X, parte 3(a) del GATT, di amministrare le questioni doganali in modo ragionevole e imparziale. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo la parte lesa, la Thailandia pareva agire in modo non conforme allo stesso articolo X a causa dei presunti ritardi irragionevoli causati nel processo di revisione amministrativa per i ricorsi contro le determinazioni doganali. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo le sentenze e le raccomandazioni del DSB, la Thailandia ha dichiarato di aver adottato una serie di misure per conformarsi a tali indicazioni, ma il faccia a faccia tra i due paesi \u00e8 proseguito per anni. Le Filippine hanno continuato a contestare non solo alcune misure dichiarate dalla Thailandia per uniformarsi alle direttive, ma hanno mosso una serie di accuse penali presentate contro PM Thailandia nel gennaio 2016 dal Pubblico Ministero, secondo cui questa avrebbe sottodichiarato diversi valori doganali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Passati quattordici lunghissimi anni passati ad addossare colpe e proteggersi dalle accuse, le due controparti si incontrarono in seno al WTO il 7 giugno del 2022, per firmare un accordo atto a risolvere l\u2019annosa controversia sulle sigarette. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019intesa raggiunta ha finalmente istituito un meccanismo consultivo bilaterale chiamato BCM (Bilateral Consultive Mechanism) a servizio delle due autorit\u00e0, al fine di cooperare attivamente e aprire un canale di dialogo preferenziale, nella speranza che ci\u00f2 contribuisca a migliorare la fiducia reciproca e massimizzi gli sforzi per raggiungere una soluzione definitiva. <\/span><\/p>\n<h2><a id=\"conclusione\"><\/a>Conclusione<\/h2>\n<p>I due casi appena enunciati ci dimostrano quanto variegate possano essere le tipologie di oneri \u201cprotettivi\u201d adottate dai paesi, ma concorrono anche ad evidenziare quanto lunghi e logoranti dal punto di vista commerciale ed economico appaiano i tempi di attesa nel tentativo di trovare una risoluzione ai conflitti instaurati tra due nazioni. Ce lo confermano inoltre le querele ancora in piedi a livello internazionale, come quella tra Cina e Stati Uniti, ancora non risolta in tutto e per tutto.<\/p>\n<p>Se da un lato oneri e barriere non tariffarie sembrino non voler cessare di esistere, sia per questioni geopolitiche, che di indirizzo economico, dall\u2019altro il sistema di scambi commerciali potr\u00e0 continuare a contare sulla vigilanza del WTO, sempre all\u2019erta per la salvaguardia della corretta applicazione delle norme e presente nel caso di necessit\u00e0 alle risoluzioni di conflitti inerenti il commercio.<\/p>\n<div class=\"neo-bg-blue my-5\" style=\"width: calc(100vw); margin-left: calc(-50vw + 50%);\">\n                    <div class=\"container\">\n                        <div class=\"row justify-content-center\">\n                            <div class=\"col-12 col-md-8 py-5\">\n                                <h5 class=\"neo-subtitle text-white\">Grazie a NE-O non dovrai pi\u00f9 preoccuparti di tutte le legislazioni in vigore in ogni Paese: lo faremo noi per te!<\/h5>\n                                <p style=\"color: #c4d6e8\">Ottenere velocemente un codice doganale preciso e corretto ti far\u00e0 risparmiare tempo e risorse. Con NE-O ottieni e gestisci i tuoi codici doganali in pochi semplici click<\/p>\n                                <a class=\"btn neo-cta mt-3\" href=\"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/it\/mio-account\/?choose=register\">Provalo ora<\/a>\n                            <\/div>\n                        <\/div>\n                    <\/div>\n                <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra le numerose barriere occulte al commercio internazionale figurano, curiosamente, quelle relative agli \u201coneri non [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":981,"featured_media":1710,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[31],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1706"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/981"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1706"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1706\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1713,"href":"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1706\/revisions\/1713"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1710"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nomenclature-encoder.online\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}